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L'agenda dei tre cicli

CICLO SOLARE E RUOTA CELTICA
A cura di Federica Cosentino

All'interno della ciclicità dell'anno, ci sono dei momenti di soglia che sono segnati da una particolare importanza cosmica. Questi momenti rappresentano il passaggio e un tempo venivano festeggiati e celebrati, in modo tale da sentirsi parte della ciclicità stessa.

Quattro di questi momenti rappresentano i movimenti del Sole: i due solstizi e i due equinozi. Altre quattro festività, chiamate feste del fuoco, sono invece, momenti più particolari, che alcuni vedono legati al ciclo dell'allevamento degli animali, mentre altri li fanno coincidere con il giorno successivo alla Luna nuova del mese lunare della festa. Per i celti, infatti, i mesi erano lunari e l'anno era suddiviso solo in due stagioni: quella oscura, che iniziava a Samhain e quella luminosa, che iniziava con la festività di Beltane.

È così che si forma una sorta di ruota con otto bracci che suddivide l'anno in altrettanti periodi e che, oltre a rappresentare la ciclicità dell'anno, rappresenta anche il viaggio a spirale che ognuno di noi compie, nella propria consapevolezza.

Le popolazioni celtiche, antenate degli abitanti dell'Europa occidentale, compreso il Nord Italia, festeggiavano le feste del fuoco (Samhain, Imbolc, Beltane e Lughnasadh) come le più importanti, anche se conoscevano altrettanto bene le feste solari (Yule, Ostara, Litha e Mabon), maggiormente celebrate nel Mediterraneo e dalle popolazioni nordiche, dalle quali prendono il nome. L'anno per i celti iniziava a Samhain, mentre per le popolazioni legate al Sole, a Yule.

Queste festività erano e sono giorni di venerazione e di potere, che i celti dicevano essere soglie tra i mondi: il nostro e il sidhe, il mondo degli spiriti e degli Dei.

Le polarità opposte sono irresistibilmente attratte e si cercano l'un l'altra: il loro movimento è un ciclo di cambiamento e trasformazione. Nascita, crescita, maturità, morte, riposo e rinascita rivelano i misteri dello spirito che cambia forma incessantemente.

Qui sotto puoi trovare l'approfondimento per ciascuna delle 8 porte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAMHAIN

Si pronuncia Souin, è il Capodanno celtico, oggi noto anche come Halloween, e l’inizio dell’inverno per i celti.

È la festività più importante insieme a Beltane. Essi, infatti, avevano una visione del mondo molto diversa dalla nostra, tanto che i due maggiori tabù del mondo cristiano: il sesso e la morte, erano per i celti gli aspetti maggiori delle loro due festività: Beltane e Samhain. Quest’ultima è infatti la festività legata alla morte e alla rinascita. Nella notte tra il 31 Ottobre e il 1 Novembre il velo tra il nostro mondo e il sidhe cadeva e i due potevano comunicare.

L’importanza di questa festa è duplice, oltre ad essere il confine tra due periodi dell’anno, è anche il confine tra due anni. Per questo è un giorno tra i mondi, un giorno al di fuori del tempo, in equilibrio tra il passato e il futuro.

In questa notte si festeggiano e ricordano gli antenati, si fanno rituali di divinazione, si siede intorno al fuoco a raccontare le storie del passato ed è l’ultimo momento di grande festa prima del ritiro nell’oscurità dell’Inverno.

Il periodo di Samhain è un momento di ringraziamento e di ricordo. Un momento per celebrare ciò che abbiamo, fare torte di zucca e donarne una fetta agli antenati, lasciare del latte sul tavolo per coloro che verranno a trovarci. Vivi questo mese con amore e a cuore aperto. Ricorda con felicità coloro che non ci sono più, organizza una cena con chi ami e raccontate storie divertenti su di loro, per festeggiare insieme.

Non preoccuparti se in questo periodo inizi a sentire il bisogno di stare maggiormente da sola o di eliminare cose o persone dalla tua vita, è da questo momento che comincia la nostra discesa in noi stesse, facciamo spazio, pulendo ciò che è vecchio, per elaborare la profondità e riposare nell’oscurità, prima di rifiorire.

 

YULE

Si pronuncia Iul e i celti lo chiamavano Alban Arthuan (Luce dell’Orsa): è l’inizio dell’Inverno per il calendario solare.

Questo è il solstizio d’inverno, il momento in cui ci sono meno ore di luce nell’anno, ma anche il momento nel quale questa luce rinasce dal giorno successivo. Questa festa è stata trasformata nel Natale dal cristianesimo, ma mantiene il medesimo significato: si saluta il Vecchio Sole e si dà il benvenuto al Nuovo Sole bambino, che rinasce per illuminarci ancora una volta con i suoi caldi e benefici raggi.

Il periodo di Yule è chiamato Yuletide nel mondo nordico. Questo è il momento per rintanarci in noi stesse, vivere il buio, la calma e il silenzio. A Yule però è anche tempo di festeggiare il Sole che rinasce, accendendo un ceppo nel camino e lasciandolo bruciare la notte della festa, oppure accendendo una candela.

Un altro rito bretone per celebrare Yule è quello del ramo dei desideri. Nove giorni prima del Solstizio si cerca un ramo abbastanza grosso e lo si sistema in casa, attaccandoci vari foglietti con i desideri, che verranno poi bruciati la notte della festa.

Questo, infatti, è anche il momento in cui culliamo dentro di noi, nella calma, i nostri desideri più profondi.

IMBOLC 

Si pronuncia Imolc (data convenzionale: 1 febbraio) ed è cristianizzato nella Candelora, ma è in realtà la rinascita della primavera per i celti.

È da questo momento, infatti, che nella terra i semi iniziano a rinascere e, sebbene le temperature non siano ancora calde, si inizia a percepire la natura svegliarsi. Questa festa è dedicata a Brigit, la Dea celtica del fuoco e delle arti, della poesia e della guarigione. Ella porta la rinascita, un nuovo inizio, una nuova fiamma. Durante i giorni di Imbolc ci si dedica alla purificazione di se stessi e della casa, si iniziano a concepire le nuove idee, i nuovi progetti.

Imbolc è la festa della rinascita. È in questo periodo che iniziamo a vedere le giornate allungarsi e, sebbene il freddo sia ancora pungente, qualcosa inizia a cambiare.

Imbolc è quindi un nuovo inizio, una nuova luce che cresce. È una festa legata alla purificazione prima dell’inizio della nuova stagione luminosa. Per questo ora è il momento in cui iniziare a coltivare le novità, le nuove idee, la creatività, che tra qualche mese vedranno la luce. E’ il tempo di pulire i nostri spazi e lasciare entrare nuova luce e nuova aria in noi e nella nostra casa. Questo è il momento perfetto per prepararsi ai cambiamenti che affronteremo nella nostra vita nei prossimi mesi, il momento giusto per coltivarli, ed è giusto quindi prenderci del tempo per noi.

 

OSTARA

Si tratta della festa dell’equinozio di Primavera che i celti chiamavano Alban Eiler (luce della terra).

Il suo nome germanico, Ostara, deriva dalla Dea della primavera, Eostre. Questo è il momento sacro in cui luce e tenebre sono in equilibrio ed è anche il momento in cui la Vita riappare sulla terra, la natura si risveglia dal sonno invernale e in noi si accendono iniziative e progetti.

L’equinozio di primavera è un momento legato alla morte e alla rinascita, alla fertilità della Terra. Non pensare che questo periodo rappresenti solo la fertilità dei campi e della donna, l’aspetto più importante è la fertilità delle idee. Questo è davvero un ottimo momento per far uscire alla luce la creatività ed i progetti che abbiamo tenuto al caldo ed al sicuro durante tutto l’inverno.

Da questo momento in poi inizieremo a creare. È, infatti, con il sole che si lavora di più, che si hanno più energie e il nostro corpo e la nostra mente percepiscono che dobbiamo impegnarci per mettere da parte per il prossimo inverno.

 

BELTANE 

La data convenzionale è il 1° maggio ed è l’altra grande festa celtica, l’inizio del periodo luminoso.

È il momento legato all’amore sacro, all’incontro tra il principio femminile e quello maschile, che donano fertilità alla terra. Questo è il momento per celebrare la vita, allo stesso modo in cui Samhain è il momento per celebrare la morte. Le due, infatti, sono aspetti del ciclo che si ripete. Con Beltane si festeggia, si esprime il massimo della forza vitale, si dà il benvenuto all'estate e si celebra l’amore per la vita.

Questa è la festa dei riti della fecondità della terra, la festa di unione tra il maschile e il femminile, tra la Dea Madre ed il Dio Sole, perché la terra venga fecondata e porti i frutti. Beltane è la festa della fertilità, il momento in cui le energie sono gioiose, vitali. È quindi il momento dell’energia, dell’azione, dell’operosità, il momento dell’amore, della passione, dell’unione.

È il tempo per iniziare ad agire per ottenere qualcosa, il momento di muoversi, di essere felici, di celebrare e festeggiare insieme agli altri.

 

LITHA

Si pronuncia Lita, presso i celti è chiamata Alban Hefin (luce estiva).

Questa festa è il solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno. Il suo nome deriva dalla Dea sassone del grano e, infatti, questo è il momento in cui la terra è feconda, ricca di nutrimento. La Madre dona i suoi frutti ai figli attraverso il primo raccolto di grano. Il solstizio d’estate è il giorno con più ore di luce in un anno, il giorno più lungo e la notte più corta. È il trionfo della luce ma è anche il momento dal quale il Sole ricomincia la sua discesa. Anche questa, come Beltane, è una celebrazione di allegria e forza vitale, ma si celebra anche la gratitudine verso la Madre terra.

Questo è il momento del massimo splendore, del raccolto, delle soddisfazioni, dell'attività, della gioia e della compagnia.  Il momento giusto per portare a compimento quello che stiamo creando. Un tempo di gioia e divertimento, di amore e di crescita interiore.

 

 

LUGHNASADH

Si pronuncia Lunàsa ed è la grande festa del raccolto celtica, festeggiata convenzionalmente il 1° agosto.

Segna il culmine dell'estate ed è un momento di abbondanza e prosperità. Si ringrazia il Sole mentre inizia impercettibilmente il suo declino. Lughnasadh significa “assemblea di Lugh” oppure "matrimonio di Lugh", il Dio del Sole Irlandese, considerato distributore di ricchezze e Dio del raccolto. Alcuni miti irlandesi dicono che il Dio Lugh avesse istituito questa festività per ricordare sua madre adottiva, la Dea Tailtiu (la Terra fertile) che offre il proprio corpo per sfamare il proprio popolo. Proprio perché la festa era dedicata alla Dea, protettrice delle donne, della maternità e della magia, il periodo di Lughnasadh era il momento in cui le donne si ritrovavano, soprattutto le Sacerdotesse, e si svolgevano i riti di passaggio. Lughnasadh prese il nome di Lammas (festa della pagnotta) con il passaggio al cristianesimo, che mantenne questa come festa della mietitura, oggi chiamata Ferragosto.

Se Beltane e Imbolc sono feste più legate all’allevamento, Lughnasadh e Samhain sono maggiormente legate al raccolto, al mondo agrario. Lughnasadh è il tempo del raccolto, ma non solo materiale. Si raccoglie ciò che si è seminato durante l'anno: nel lavoro, nell'amore, nelle relazioni. È il momento di fare il punto di ciò che abbiamo raggiunto, capire tutto ciò che abbiamo guadagnato e vivere il periodo di stacco con gratitudine e amore per ciò che abbiamo realizzato e per la felicità che ci siamo guadagnati! Lughnasadh è anche il momento del massimo sforzo e poi del riposo. Il raccolto è stancante ma ci dona i frutti di ciò che abbiamo seminato durante l'anno e seguirà un periodo di tranquillità.

 

MABON

Si tratta  dell’equinozio d'Autunno che i celti chiamavano Alban Elfed (rigenerazione) ed è un altro momento di equilibrio e di bilanci, in quanto rappresenta l’equilibrio tra luce e buio.

 

Mabon è un Dio gallese, che fu rapito dalla madre, Modron, quando aveva solo tre giorni, ma fu salvato da un salmone. In questo tempo, Mabon vive prigioniero nel grembo di Modron e grazie a questo gli è possibile rinascere.

È il momento per venire senza paura in contatto con la nostra ombra e con il mondo invisibile. È il momento adatto per ringraziare per tutto ciò che ci circonda e per ciò che ci ha donato la terra nel periodo più fecondo.

Questa è la celebrazione della fine del periodo più faticoso dell'anno, il raccolto. È  tempo di bilanci: abbiamo seminato durante l'anno e abbiamo raccolto. Per questo ora possiamo constatare quali frutti abbiamo creato.

Mabon è una festa iniziatica, che porta al momento dell’oscurità, ad un nuovo livello di consapevolezza. È l’inizio del periodo dell’anno in cui si viaggia dentro noi stessi, per uscirne trasformati.

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